
In attesa della giornata di studio sulla Comunicazione costruttiva del giorno 3 maggio a Roma, l’incontro e una chiacchierata tra i vicoli della Capitale, all’uscita dalle lezioni dalla Lumsa, dove coordina un laboratorio in Giornalismo televisivo. Ha cominciato la sua attività nel Comitato della Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) di Roma nel Giubileo del 2000. · Ha scritto quattro libri: In WECA ha curato circa 150 tutorial su Chiesa e comunicazione digitale. Durante il lockdown, attraverso la realizzazione di webinar, ha raccontato nei territori più colpiti l’impegno dei parroci, attraverso le tecnologie, per accorciare le distanze imposte dalla pandemia e mantenere vivo il valore delle comunità affidate loro. All’interno dell’Associazione ha promosso la realizzazione di podcast e della skill “Webcattolici” per dispositivi compatibili con “Amazon Alexa” e la collaborazione, per la realizzazione di tutorial mensili sui temi di attualità ecclesiale e sociale, con il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano integrale e la Commissione Vaticana Covid-19. fonte: Parlando dei suoi contributi formativi in campo ecclesiale, abbiamo potuto scambiare alcune battute su una tematica che sempre più ci sta interrogando: come porsi da comunicatori nell’ambito Chiesa, nell’epoca dell’intelligenza artificiale? La sensazione è che (esclusi i soliti smanettoni o patiti del digitale) l’ambito - chiesa viva la cosa come l’ennesima modernità a cui far fronte: magari si perderà qualcosa dal punto di vista numerico, ma alla fine si riuscirà a “digerire” anche questo fenomeno. Se il riferimento è quello di “annunciare ad ogni creatura”, c’è da temere l’ennesimo lavoro al solo proprio orticello. In fatto di comunicazione e intelligenza artificiale, al giorno d’oggi, c’è un rischio reale di due visioni estreme: assuefazione e chiusura a confronto con vittimismo e autoreferenzialità, oltretutto con il rischio per entrambe di fissarci sul “produrre informazione” piuttosto che comunicare e accompagnare le persone. Occorre una comunicazione mirata: più che su noi stessi (o la parte “in causa” da noi sostenuta) occorre attenzione e proposte mirate verso l’interlocutore. I mezzi continuamente in evoluzione nell’ambito comunicativo (non ultima l’intelligenza artificiale), se possono facilitare il lavoro, questo dev’essere finalizzato a superare o ridurre distanze, differenze, gap e percezioni, -. Da cosa muoversi, chi o cosa può indirizzare tutto questo? Illusorio o fuorviante pensare a soluzioni imposte o esterne al comunicatore. Le distanze si vincono “consumando le scarpe da parte del comunicatore” e facendo a scelta prioritaria della cultura dell’incontro, frutto di relazione e attenzione alla persona. L’evoluzione dei sistemi della cosiddetta “intelligenza artificiale” sta modificando in modo radicale anche l’informazione e la comunicazione e, attraverso di esse, alcune basi della convivenza civile. Si tratta di un cambiamento che coinvolge tutti, non solo i professionisti. L’accelerata diffusione di meravigliose invenzioni, il cui funzionamento e le cui potenzialità sono indecifrabili per la maggior parte di noi, suscita uno stupore che oscilla tra entusiasmo e disorientamento e ci pone inevitabilmente davanti a domande di fondo: cosa è dunque l’uomo, qual è la sua specificità e quale sarà il futuro di questa nostra specie chiamata homo sapiens nell’era delle intelligenze artificiali? Come possiamo rimanere pienamente umani e orientare verso il bene il cambiamento culturale in atto? Papa Francesco Messaggio per Giornata delle Comunicazioni Sociali 2024 Puntando o illudendosi sui soli contenuti, cadiamo nel rischio autentico di “infodemia”: immersi un flusso perenne di dati (infosfera), rischia di valere qualsiasi cosa, pur di rimanere nel flusso… essere “sotto la luce dei riflettori”. Esistono due livelli di comunicazione. L’importanza di formarsi e dialogare “anche tra addetti ai lavori”. In conclusione, ci siamo raccontati un pagina inaspettata: io vivo il mio servizio pastorale come prete a Padova nell’ambito della comunicazione, presso il Battistero del Duomo di Padova (sito Unesco - percorso “Padova Urbs picta”) e in una Sala della Comunità (Cinema Esperia a Padova). I numeri delle presenze di questo ultimo anno e mezzo, hanno dell’incredibile… con sempre più richieste, soprattutto per incontri culturali e percorsi che, attraverso arte, cultura e cinema, sappiano far incontrare, proporre, raccontare, emozionare, confrontarsi sui valori umani e cristiani. Semplificando potremmo quasi dire: meno prediche e discorsi, più ascolto e condivisione, meno percezione di essere giudicati e più desiderio di essere accompagnati. Non ci sono confini o limiti: davanti ad un giovane delle classi superiori che si emoziona davanti alla bellezza un affresco del ‘300, come anche una coppia di anziani che si meraviglia per la sensibilità delle persone per un documentario prodotto in Tagikistan… siamo proprio sicuri di avere chiara l’idea di bellezza? E tutte queste persone (non sappiamo se siano di chiesa) hanno citato qualcuno si superiore che ha donato dei talenti unici, che ha fatto nascere sensibilità bellissime… Non c’è da avere paura nella comunicazione, come anche non c’è da stancarsi di cercare, vedere e ascoltare tra le pieghe dell’umanità, finché avrà gusto e talento per comunicare, incontrare, emozionarsi ed emozionare.
foto | https://www.fabiobolzetta.it/
Lui è Fabio Bolzetta, 44 anni, giornalista inviato di TV2000, dove lavora da venti anni (dal 2002).
È uno dei volti del telegiornale di TV2000 e, dopo “Detto tra noi”, “Mosaico”, “Nel Cuore dei Giorni” e “Bel tempo si spera”, attualmente conduce il programma di approfondimento con ospiti istituzionali “TGTG telegiornali a confronto”.
https://www.fabiobolzetta.it/mi-presento.htm INTELLIGENZA ARTIFICIALE… ANCHE I PRIMI SPETTATORI AL CINEMA SONO SCAPPATI DALLA SALA
Dalla curiosità alla paura, la gamma di sfumature sembrerebbe pressoché infinita.
Ma questo è forse il solo fronte ecclesiastico, gerarchico, ufficiale: ma è questo è rappresentativo di tutti coloro che abitano la rete, interagiscono, lavorano, progettano, fruiscono?
“Intelligenza artificiale e sapienza del cuore:
per una comunicazione pienamente umana”TRA IL DIRE E IL COMUNICARE… C’È DI MEZZO L’AMARE
Se non c’è relazione, non può esserci comunicazione autentica.
Ci sono proprietà della comunicazione che hanno fondamentali implicazioni interpersonali:“Ogni comunicazione
ha un aspetto di contenuto
e un aspetto di relazione
di modo che il secondo classifica il primo
ed è quindi metacomunicazione” 2° assioma di Watzlawick
Il primo è quello del contenuto, e indica cosa stai comunicando, il secondo è quello della relazione, e indica il tipo di relazione che vuoi instaurare con la persona a cui ti rivolgi.
I messaggi che gli esseri umani si scambiano tra loro non possono essere considerati semplici trasmissioni di informazioni.
Oltre al contenuto oggettivo del linguaggio, ossia i dati che esso trasmette in superficie, c’è anche un aspetto che definisce la relazione stessa dei soggetti interessati.
In sostanza, conta “che cosa diciamo” e anche “come lo diciamo”.
Ogni comunicazione comporta di fatto un aspetto di metacomunicazione che determina la relazione tra i comunicanti. FARSI PROSSIMO… FARSI IN QUATTRO (SE SERVE)
Fare rete, relazionarsi e condividere i passi che si stanno facendo, mettendo vicendevolmente a disposizione quanto si cura in prima persona: comunicazione istituzionale, prossimità e cultura del territorio non più realtà “separate in casa”, ma legate dal valore di sussidiarietà sempre più irrinunciabile. PAGINE INASPETTATE: I LUOGHI E LE SALE DELLA COMUNITÀ
finché “il cuore non ci rimprovera nulla”…
1^ Lettera di Giovanni 3,19

